Proprio così: il 28 ottobre presso il Centro Ambrosiano di Seveso i consigli pastorali hanno giocato e si sono messi in gioco.

Il nostro arcivescovo, Mons. Delpini, ha voluto riunire i membri dei consigli pastorali della Diocesi per una mattinata di scambio e riflessione. Non si è trattato di un seminario tradizionale con un relatore e tanti ascoltatori, ma di un vero e proprio laboratorio interattivo, suddiviso in tre momenti, nel quale tutti sono stati protagonisti. Ed è venuto fuori che:

il consiglio pastorale è l’espressione dell’amore per la Chiesa e per Cristo e da questo assioma dipende poi tutto il suo operato.

Che cosa significa essere “consigliere”?

Spesso nei consigli pastorali vi è un eccesso di tempo dedicato alla parte organizzativa.

I membri del consiglio pastorale dovrebbero invece saper “discernere” le sfide da sviluppare tenendo presenti contemporaneamente le indicazioni della Diocesi e la realtà della parrocchia.

Dovrebbero saper ascoltare i bisogni delle persone e della comunità e anche “intercettare” quello che non sempre viene espresso chiaramente.

Il consigliere deve quindi saper uscire da se stesso per incontrare l’altro.

Ciascun consigliere porta il proprio cammino di fede, di vita, le proprie competenze, ma anche le proprie fragilità e debolezze.

Ecco allora che diventa importante il concetto di sinodalità. Un proverbio africano dice : “Se cammini da solo vai più veloce, se cammini insieme agli altri vai più lontano”. Più lontano non è solo questione di spazio, ma di tempo, di speranza, di lungimiranza, di fedeltà. Per far crescere una comunità occorre imparare a camminare insieme!