Omelia del Vescovo Martinelli

Santuario di Santa Rita

Milano, 16 dicembre 2018

+ fr. Paolo Martinelli, ofmcap

Carissimi fratelli e carissime sorelle, vi saluto con grande affetto insieme ai padri agostiniani che reggono questo santuario e a cui è affidata la cura pastorale di questa parrocchia, dedicata a Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili, donna santa, tanto cara al popolo cristiano e che tutti sentiamo così vicino alla nostra vita.

Vi porto il saluto dell’arcivescovo Mario Delpini, che in occasione dell’inizio dell’anno giubilare, che egli stesso ha fortemente voluto, ha scritto per la vostra comunità una lettera. Avrebbe voluto lui stesso essere presente qui oggi, ma altri impegni pastorali già stabiliti non glielo hanno permesso.

Celebriamo oggi la V domenica di avvento; la liturgia ci prende sempre più intensamente per mano per condurci alla gioia del Natale, all’incontro con il bambino Gesù; egli è Dio che viene mettere la sua dimora tra noi.

E la parola di Dio proclamata in questa liturgia ci dona conforto e speranza, che trovano nell’indizione dell’anno giubilare per il santuario di santa Rita una potente espressione. In questo anno di grazia Dio viene a visitarvi in un modo singolare e pieno di tenerezza. È un giubileo proprio per voi, per le vostre famiglie, un giubileo della prossimità e della vicinanza di Dio alle nostre case, ai nostri cuori.

Abbiamo ascoltato nel vangelo la testimonianza di Giovanni Battista, il precursore davanti a Gesù. Egli parla con queste espressioni: Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».

Giovanni Battista si presenta come l’amico dello Sposo che gioisce per l’arrivo di Gesù, dello Sposo.  E Giovanni Battista dice anche a noi oggi di guardare a Gesù che ci viene incontro e che vuole unirci a sé, vuole farci sempre più suoi, come sua Chiesa e suo popolo; come lo Sposo unisce a sé nell’amore la sua Sposa.

L’anno giubilare è proprio l’occasione perché in noi cresca lui: Gesù deve crescere in noi; per questo diminuisca e scompaia tra noi tutto ciò che ci porta lontano da lui, che ci allontana da Dio e che ci divide tra noi. Cresca in noi l’amore per lo Sposo Gesù, cresca nel nostro cuore l’amore per Dio e per i fratelli, specialmente i più bisognosi, perché Gesù stesso ha voluto farsi povero.

Oggi è un grande giorno per voi e per tutti quelli che avranno occasione di vivere questo giubileo. Tutta la diocesi di Milano si stringe intorno a voi con affetto chiedendo a Dio il dono delle grazie speciali per questo anno, chiamato giubileo familiare, un giubileo proprio per questo santuario, per la vostra comunità e per tutti quelli che qui chiedono al Signore per l’intercessione di santa Rita, la grazia di Dio.

Ricordiamo l’occasione di questo anno giubilare: Il 17 dicembre 1939 il beato card. Ildefonso Schuster benediceva la prima pietra di quello che sarebbe stato il santuario di Santa Rita più grande d’Europa. Fu proprio il vescovo di Milano a volere i padri agostiniani a reggere il santuario dedicato alla santa agostiniana più pregata al mondo. Seguirono i disastri della terribile guerra che portò morte, odio e distruzione; e portare a termine la costruzione sembrò impresa impossibile; ma la santa degl’impossibili non smentì la sua fama e il suo santuario veniva finalmente dedicato dallo stesso card. Schuster il 2 maggio 1954. Ma la zona Barona, fatta all’inizio solo di prati e cascine, divenne ben presto con la rinascita del dopoguerra quartiere cittadino e la nuova popolazione aveva bisogno della casa di Dio tra le case degli uomini: ecco la parrocchia. Fu il santo card. Giovanni Battista Montini, che oggi veneriamo come san Paolo VI, a conferire al santuario il titolo di parrocchia nel 21 ottobre 1959. Un santo arcivescovo che sapeva bene l’importanza della presenza delle chiese tra le case degli uomini, soprattutto nelle periferie.

Ecco dunque le occasioni propizie che fanno del 2019 un’occasione di grazia: ottantesimo anno dalla posa della prima pietra, sessantacinquesimo dalla consacrazione del santuario e sessantesimo dall’indizione della parrocchia.

Per tutto questo la vostra comunità ha voluto chiedere un anno giubilare, facendone richiesta alla santa Sede, tramite l’arcivescovo mons. Mario Delpini che subito ha appoggiato l’iniziativa.

Si tratta di un anno per ricordare la vostra storia, per rendere grazie a Dio e per chiedere al Signore di rinnovare il suo dono, la sua grazia, il suo perdono, per l’intercessione potente di santa Rita da Cascia di cui questo santuario possiede l’importante reliquia.

Inoltre è tanto bello il tema che è stato scelto per questo giubileo. Nulla è impossibile a Dio: una parola che ci ricorda nello stesso tempo le parole che l’angelo dice a Maria di fronte all’annunciazione e la caratteristica più conosciuta di santa Rita: la santa degli impossibili. Se nulla è impossibile a Dio allora totale deve essere la nostra fiducia nell’amore di Dio; un amore che rigenera e fa rinascere la vita. Cresca in noi la fede, la speranza in Dio e l’amore che tutto può.

Un giubileo familiare, un giubileo che certamente si distingue dai grandi giubilei che hanno caratterizzato la Chiesa nel secondo Millennio dal 1300 ad oggi: tutti noi ricordiamo il grande giubileo del 2000 in cui abbiamo celebrato i due millenni dall’incarnazione del Signore; come non ricordare il recente anno giubilare della misericordia voluto da papa Francesco, celebrato nel 2016.

Ed ora ecco questa nuova occasione preziosissima per attingere alla misericordia di Dio di cui abbiamo tanto bisogno. Un giubileo a livello familiare, un giubileo per le famiglie, per la famiglia della comunità di santa Rita, per tutte le famiglie che oggi devono affrontare tante difficoltà interne ed esterne, per le famiglie che nascono, per le famiglie ferite, per le famiglie che ricominciano.

Senza la grazia di Dio nessuno di noi può rimanere fedele alla propria vocazione. Senza la sua misericordia i nostri limiti e i nostri peccati ci inchiodano e rendono impossibile il progresso della vita ed il cammino sereno verso la meta in Dio che ci aspetta.

Facciamo nostre le espressioni del profeta Isaia che abbiamo ascoltato: «Il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia, / per questo sorge per avere pietà di voi, / perché un Dio giusto è il Signore; / beati coloro che sperano in lui. / Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, / tu non dovrai più piangere. / A un tuo grido di supplica ti farà grazia; / appena udrà, ti darà risposta”.

Carissimi e carissime, siamo certi dell’amore di Dio per ciascuno di noi e certamente ci darà la sua grazia. Ecco dunque la grazia di questo anno in cui poter trovare in questo sanitario dedicato a santa Rita, confronto, perdono, sostegno, dove poter vivere l’esperienza dell’indulgenza, come vicinanza tenera di Dio alla nostra vita perché non solo sia libera dalla colpa, mediante il sacramento della riconciliazione, ma anche rimessa la pena, perché possiamo correre sereni verso il regno di Dio, insieme a tutti i fratelli e le sorelle.

E Dio, che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre» – ci ha ricordato san Paolo nella seconda lettura – rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo. Sia dunque questo giubileo un anno di luce per la vostra comunità, per le vostre famiglie, per i vostri quartieri. Santa Rita interceda per noi e ci renda testimoni della luce di Cristo.

2018-12-16T20:01:59+00:00