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Storia del Santuario di S. Rita di Milano2017-05-07T15:55:56+00:00

Il Santuario

L’origine del Santuario di S. Rita di Milano non è legata ad apparizioni o fatti miracolosi, né allo scioglimento di un voto di pie e facoltose persone, ma al grande desiderio degli Agostiniani della Provincia Ligure di ritornare a Milano, la culla del loro Ordine.
A Milano S. Agostino ricevette il battesimo dalle mani di s. Ambrogio (387), milanese è il beato Lanfranco Settala († 1264), scelto a governare il nuovo Ordine degli Eremitani di S. Agostino costituito dal Papa Alessandro IV con la riunione delle varie congregazioni che seguivano la regola di S. Agostino (La Grande Unione del 1256).
Fin dal 1230 gli Agostiniani possedevano a Milano il convento e la Chiesa di S. Marco, nel 1445 fondavano il convento e la Chiesa dell’Incoronata e nel 1500 presero possesso della Chiesa della Consolazione.
La soppressione del 1782 li terrà lontani da Milano per quasi due secoli.

Il 17 dicembre 1939 il Beato Alfredo Ildefonso cardinal Schuster, arcivescovo di Milano, benediceva e posava la prima pietra del Santuario S. Rita.
Nella primavera 1940 iniziavano “i lavori di costruzione di un’ala del convento, mentre furono gettate le fondamenta del Santuario”.
L’anno seguente, in tempo di guerra, fu costituita la prima comunità religiosa agostiniana.
Il primo priore fu p. Angelo Beltramelli.
Il ritorno degli Agostiniani a Milano, dopo la soppressione del 1782, si deve alla decisa e ferma volontà di p. Umberto Musitelli, Provinciale della Provincia Ligure-Lombarda, formata dai conventi di Pavia, Genova, Savona, Celle Ligure e Loano.
Sperando contro ogni speranza (Rm 4,18), affrontò e superò ogni difficoltà senza perdersi d’animo, fidando unicamente nella Provvidenza divina.
Nello stesso periodo ideò il Bollettino S. Rita da Cascia e il suo Santuario di Milano, per attivare i rapporti con i devoti della Santa e raccogliere fondi a favore del Santuario: “una lira per un mattone!”. Suo vivo desiderio era di poter rientrare in possesso di uno dei tre antichi conventi: S. Marco, l’Incoronata, S. Maria della Consolazione. Le cose però andarono diversamente, come si può vedere dalla storia…
I 70 anni della duplice ricorrenza e il 50° della parrocchia S. Rita alla Barona, eretta dal card. Montini, poi Paolo VI, il 21 ottobre 1959 e con l’immissione del primo parroco, p. Angelo Beltramelli, il I novembre, costituiscono per noi una felice opportunità per riproporre, rinnovata e aggiornata, la guida storico-artistica di p. Giovanni Marchesotti (Aldo della Riva): in oltre 50 anni di presenza, ha accompagnato e seguito premurosamente, con entusiasmo e passione, i lavori della Chiesa e del Convento, offrendo utili indicazioni e opportuni consigli.
La guida precedente, pubblicata dalle edizioni “Il Resto del Carlino” di Bologna ed esaurita da tempo, fu diffusa con il Bollettino d’aprile del 1968. Nei 40 anni trascorsi altri lavori sono susseguiti, come si può constatare osservando le foto precedenti e le attuali.
Nella prima parte la guida, ferma agli interventi del 1966, rimane nel complesso inalterata, con alcuni semplici e opportuni adattamenti. Le modifiche e i lavori recenti, documentati dal Bollettino, saranno oggetto della seconda parte.
Ai confratelli p. Augusto Cavaliere e p. Giovanni Marchesotti, vissuti a lungo insieme in spirito di fraternità e d’amicizia agostiniana, si devono le rapide note sugli Agostiniani e il profilo biografico di S. Rita.
Nel dicembre 2007, a dieci giorni di distanza l’uno dall’altro, p. Giovanni a Milano il giorno 20 e p. Augusto a Loano il 30, ci hanno lasciato. Li vogliamo ricordare insieme a coloro che qui sono vissuti e hanno servito il Santuario, dispensando la grazia di Dio e accogliendo con affetto e amicizia i numerosi pellegrini e parrocchiani.
La presente pubblicazione vuole accomunare nel ricordo i confratelli e quanti a vario titolo – progettisti, artisti, operai, benefattori – hanno cooperato all’edificazione e al decoro del Santuario e del Convento; allo stesso tempo è un omaggio offerto ai frequentatori, giovani ed anziani, del Santuario e ai devoti della grande Santa degli Impossibili.

p. Giancarlo Ceriotti O.S.A.

La sua storia

Il santuario, progettato dall’ing.Giuseppe Invitti, e’ maestoso nella sua forma basilicale (l’area coperta del Santuario misura mq.1.800) pianta a croce latina articolata in tre navate che misurano complessivamente in larghezza m.28, e l’altezza massima della chiesa e’ di m 32 all’esterno e di m 25 all’interno. Le opere di decorazione e di arredo vennero condotte a termine in poco piu’ di dieci anni. La facciata, completata nel ’56, e’ caratterizzata da un grande arco centrale, rivestita in parte da ceppo bergamasco e in parte in mattone. Le lunette che sovrastano i portali d’ingresso sono abbellite da mosaici di G.B.Salerno., mentre il portone in bronzo (opera dello scultore agostiniano P.Stefano Pigini che l’ha intitolato Il Portone della vita) raffigura la vita di S.Rita prima di entrare in Monastero: fidanzamento, matrimonio, vita familiare, lavori domestici. L’interno e’ arricchito da una grande profusione di mosaici , eseguiti dalla ditta S.Sgorlon su cartoni dell’agostiniano belga P.Leo Coppens tra (1960-65); illustrano scene evangeliche – Gesu’ Buon Pastore, le nozze di Cana, l’incontro di Emmaus, l’Annunciazione, fino alla vita di S.Rita illustrata in sei mosaici. Alla fine degli anni ’70 e’ stata inaugurata la Cripta, piccolo gioiello, qui e’ esposta alla venerazione dei fedeli la Reliquia Insigne di S. Rita. Il 2 maggio 2000 e’ stato consacrato il nuovo altare e inaugurato il presbiterio. E’ stato spostato il quadro di S.Rita e al suo posto troneggia un grande crocefisso di bronzo opera di Marco Melzi Rifatto su nuovo disegno, il pavimento in rosa del Portogallo ed eliminato il vecchio altare maggiore, sono state posate le scale di accesso al tabernacolo (di rame dorato) che poggia su un piedistallo ottagonale.

P. Giancarlo Ceriotti, dopo molti anni di servizio a Milano, attualmente è di comunità a Pavia nel convento di San Pietro in Cieldoro, dove sono venerate le reliquie del S. Padre Agostino. Insieme a lui, P. Antonio Baldoni, già priore di Milano, e P. Mario De Santis, parroco di S. Rita dal 1996 al 2004.

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