QUALCHE INFO IN PIÙ

ALLA SCOPERTA DEL SANTUARIO


L’origine del Santuario di S. Rita di Milano non è legata ad apparizioni o fatti miracolosi, né allo scioglimento di un voto di pie e facoltose persone, ma al grande desiderio degli Agostiniani della Provincia Ligure di ritornare a Milano, la culla del loro Ordine.

L’interno è arricchito da una grande profusione di mosaici , eseguiti dalla ditta S. Sgorlon su cartoni dell’agostiniano belga P.Leo Coppens tra (1960-65); illustrano scene evangeliche - Gesu’ Buon Pastore, le nozze di Cana, l’incontro di Emmaus, l’Annunciazione, fino alla vita di S.Rita illustrata in sei mosaici. Alla fine degli anni ’70 e’ stata inaugurata la Cripta, piccolo gioiello, qui e’ esposta alla venerazione dei fedeli la Reliquia Insigne di S. Rita. Il 2 maggio 2000 e’ stato consacrato il nuovo altare e inaugurato il presbiterio. E’ stato spostato il quadro di S.Rita e al suo posto troneggia un grande crocefisso di bronzo opera di Marco Melzi Rifatto su nuovo disegno, il pavimento in rosa del Portogallo ed eliminato il vecchio altare maggiore, sono state posate le scale di accesso al tabernacolo (di rame dorato) che poggia su un piedistallo ottagonale.

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fino al
387 d.C.

A Milano, S. Agostino ricevette il battesimo dalle mani di S. Ambrogio (387).
Milanese è il beato Lanfranco Settala († 1264), scelto a governare il nuovo Ordine degli Eremitani di S. Agostino costituito dal Papa Alessandro IV con la riunione delle varie congregazioni che seguivano la regola di S. Agostino (La Grande Unione del 1256).

Fin dal 1230 gli Agostiniani possedevano a Milano il convento e la Chiesa di S. Marco, nel 1445 fondavano il convento e la Chiesa dell’Incoronata e nel 1500 presero possesso della Chiesa della Consolazione.
La soppressione del 1782 li terrà lontani da Milano per quasi due secoli.

 

17 DICEMBRE 1939⸻

La prima pietra


Il 17 dicembre 1939 il Beato Alfredo Ildefonso cardinal Schuster, arcivescovo di Milano, benediceva e posava la prima pietra del Santuario S. Rita. Nella primavera 1940 iniziavano “i lavori di costruzione di un’ala del convento, mentre furono gettate le fondamenta del Santuario”.
L’anno seguente, in tempo di guerra, fu costituita la prima comunità religiosa agostiniana.
Il primo priore fu p. Angelo Beltramelli.
Il ritorno degli Agostiniani a Milano, dopo la soppressione del 1782, si deve alla decisa e ferma volontà di p. Umberto Musitelli, Provinciale della Provincia Ligure-Lombarda, formata dai conventi di Pavia, Genova, Savona, Celle Ligure e Loano.

Un edificio da mq. 1800


Progettato dall’ing. Giuseppe Invitti, il Santuario è caratterizzato da una pianta a croce latina articolata in 3 navate che misurano complessivamente in larghezza m.28, e l’altezza massima è di m 32 all’esterno e di m 25 all’interno. Le opere di decorazione e di arredo vennero condotte a termine in poco più di 10 anni. La facciata, completata nel 1956, è caratterizzata da un grande arco centrale, rivestita in parte da ceppo bergamasco e in parte in mattone. Le lunette che sovrastano i portali d’ingresso sono abbellite da mosaici di G.B.Salerno., mentre il portone in bronzo (opera dello scultore agostiniano P.Stefano Pigini che l’ha intitolato Il Portone della vita) raffigura la vita di S. Rita prima di entrare in Monastero: fidanzamento, matrimonio, vita familiare, lavori domestici.


L’interno è arricchito da una grande profusione di mosaici, eseguiti dalla ditta S. Sgorlon su cartoni dell’agostiniano belga P.Leo Coppens tra (1960-65); illustrano scene evangeliche - Gesù Buon Pastore, le nozze di Cana, l’incontro di Emmaus, l’Annunciazione, fino alla vita di S.Rita illustrata in sei mosaici.

Alla fine degli anni ’70 è stata inaugurata la Cripta, piccolo gioiello, qui è esposta alla venerazione dei fedeli la Reliquia Insigne di S. Rita.
Il 2 maggio 2000 è stato consacrato il nuovo altare e inaugurato il presbiterio.

E’ stato spostato il quadro di S.Rita in sagrestia e al suo posto troneggia un grande crocefisso di bronzo opera di Marco Melzi Rifatto su nuovo disegno, il pavimento in rosa del Portogallo ed eliminato il vecchio altare maggiore, sono state posate le scale di accesso al tabernacolo (di rame dorato) che poggia su un piedistallo ottagonale.

 

Dalla galleria fotografica