Benedetto il Regno che viene

Stiamo progredendo nel cammino di avvento verso il S. Natale. La liturgia ci mette davanti agli occhi una scena piuttosto pasquale: l’ingresso di Gesù in Gerusalemme. Molto significativa, perché siamo noi quella Gerusalemme in cui entra Gesù nascendo in questo mondo. Siamo quella città che anela e attende e prega e desidera il Salvatore e che poi è disposta a condannarlo perché delude le aspettative, anche se risponde alle attese

Ed entrò a Gerusalemme. E dopo aver guardato ogni cosa, uscì

Gesù entra nel tuo mondo, nelle tue vicende, nelle tue fatiche. Nelle tue strade tortuose e intricate, Gesù abita i tuoi spazi disadorni e squallidi, Gesù vuol visitare il tuo cuore appesantito e rinunciatario. Osserva ogni cosa, ma con amore e comprensione. Gesù entra nella tua intimità senza mai farti vergognare, senza giudicare né costringerti a nasconderti o far finta, Gesù ama quel che sei. Solo lui, solo il Dio incarnato è così. Solo il Dio bambino, solo il Verbo fatto carne può ciò. Ma osserva restando sull’uscio, esce e non invade il tuo spazio. Chiede d’entrare.

Voglia Dio stesso guidare il nostro cammino verso di voi!

È certo che nessuno si guida da solo, ma per tutti è necessario e inevitabile avere una guida. Chi crede di far tutto da solo in realtà è condotto da chi neppure sa. E non c’è di peggio che essere eterodiretti senza rendersene conto. Se non permetti a Gesù di viverti e portarti, lo faranno altri, con altre intenzioni. Lo vediamo.

Sarà stabilito un trono sulla mansuetudine, vi siederà con tutta fedeltà

La giustizia, la pace, l’amicizia sono da Gesù. Il vero Osanna che possiamo offrirgli è dire a chi parla con noi che venga e veda, si disponga, si apra a farne esperienza: con Gesù la pace verrà, ogni paura fuggirà. Signore, non tardare!

Gesù mio buon Signore e maestro, Gesù dolce e forte, discreto potente amore
scendi dal cielo della perfezione e vieni nella mia casa, nella mia piccolezza.
Sai che tante volte devo far la voce grossa, far finta d’esser possente e sicuro
tu conosci la mia fragilità, le mie paure. Tu nutri le mie gioie, sorridi con me.
Non voglio sentirti lontano, Gesù stammi vicino, fatti ancora carne, qui. Amen

2017-12-02T18:26:44+00:00